Adozioni libri di testo per Scienze Umane

La scelta dei libri di testo per l'insegnamento delle Scienze umane si preannuncia quest'anno particolarmente difficile. Il Ministero non ha infatti ancora pubblicato le Indicazioni nazionali definitive ed uno dei nodi più complessi da risolvere e sui quali aleggia maggiore incertezza è proprio quello relativo ai nuovi programmi di Scienze umane.
Mentre per quasi tutte le altre discipline sono stati sostanzialmente mantenuti, seppur con qualche variazione, i programmi sinora svolti, nella bozza presentata a metà marzo dalla Commissione di studio (http://www.indire.it/lucabas/lkmw_file/l...) i contenuti e la distribuzione delle Scienze umane appaiono invece stravolti rispetto all'impostazione dell'attuale Liceo socio-psico-pedagogico, che il nuovo Liceo delle scienze umane dovrà appunto sostituire a partire dal prossimo anno.
Il dibattito aperto dal Ministero sulle Indicazioni nazionali (http://nuovilicei.indire.it/content/inde...) ha offerto importanti spunti critici di riflessione, di cui ci auguriamo la Commissione di studio tenga adeguatamente conto nella loro stesura definitiva.
I tempi per l'adozione dei libri di testo per le futuri classi prime stanno ormai però esaurendosi. Molti colleghi appaiono dunque disorientati, in quanto al momento non è chiaro neppure quali discipline dovranno essere affrontate nel primo biennio. Per questo crediamo possa essere molto utile esaminare gli orientamenti più diffusi nei Licei delle scienze umane in merito a questa difficile scelta.

1) In linea generale, la maggior parte dei docenti ha cercato di rispettare quanto preannunciato a studenti e famiglie negli openday e nelle giornate di orientamento, tenendo conto delle preferenze evidenziate dai futuri iscritti. Il principio di fondo a cui si sono ispirati è il seguente: non avrebbe senso proporre nel primo biennio solo storia della pedagogia ed antropologia, quando invece gli studenti si sono iscritti al Liceo delle scienze umane pensando di trovare nei primi due anni soprattutto psicologia e sociologia. L'effetto sarebbe soltanto una notevole frustrazione negli allievi ed un probabile crollo di iscrizioni nei prossimi anni. Per questo alcuni istituti adotteranno semplicemente i testi già previsti per il biennio del liceo socio-psico-pedagogico. I libri messi ora in commercio dalle case editrici per il nuovo liceo delle scienze umane, infatti, non solo non rispettano le Indicazioni nazionali definitive, che devono ancor essere pubblicate, ma sono stati creati, molto spesso, in fretta e furia. Meglio dunque affidarsi, sostengono alcuni colleghi, a testi già ampiamente rodati e testati. La scelta dello specifico testo da adottare varia poi da istituto ad istituto, in base alle preferenze dei docenti: si va da "La psicologia nella vita quotidiana" della Zanichelli, a "Psiche e società" della Paravia, a "Psicologia generale, evolutiva e sociale" della Hoepli, a molti altri ancora.

2) Alcuni docenti, invece, soprattutto negli istituti in cui era forte la presenza del vecchio Liceo delle scienze sociali, hanno scelto, tra le nuove offerte proposte dagli editori, dei testi introduttivi alle Scienze umane in cui fossero presenti riferimenti generali a tutte le discipline indicate nel quadro orario (Psicologia, Antropologia, Sociologia e Scienze dell'educazione).

3) Altri docenti, infine, hanno deciso, di comune accordo con le famiglie, di non adottare alcun libro di testo e di suggerire poi eventualmente un possibile acquisto all'inizio del prossimo anno scolastico. Non tutti i Dirigenti, però, hanno accolto questa decisione.
Pochissimi docenti, invece, per quanto ci è dato sapere, hanno adottato per il primo biennio testi di storia della Pedagogia e di Antropologia, che sarebbero appunto le discipline previste nella Bozza delle Indicazioni presentata a metà marzo dal Ministero.

L'AISUM (Associazione per l'Insegnamento delle Scienze Umane) ha inviato alla Commissione di studio del Ministero numerose osservazioni sulla Bozza delle Indicazioni nazionali (http://www.aisum.it/sito/content/rifless...). In particolare ci sembra decisamente critica la scelta di introdurre lo studio della storia della Pedagogia e dell'Antropologia nel primo biennio, sia perché si tratta di discipline poco adeguate al livello di maturazione e agli interessi di studenti appena usciti dalle scuole medie sia perché molti autori di storia della pedagogia sono presenti anche nel programma di filosofia. Sarebbe quindi molto più opportuno mantenere l'insegnamento della Pedagogia negli ultimi tre anni, così come è sempre avvenuto nel liceo socio-psico-pedagogico, e proporre invece nel primo biennio alcuni elementi generali di psicologia e sociologia.

L'AISUM ha inoltre chiesto alla Commissione di garantire agli istituti superiori la maggior flessibilità possibile per quanto riguarda l'articolazione nei diversi anni delle singole discipline (Psicologia, Sociologia, Antropologia, Pedagogia e Scienze dell'educazione) nonché la possibilità di articolare il loro insegnamento attarverso percorsi interdisciplinari, consentendo così ai docenti di gestire il passaggio al nuovo ordinamento con una certa autonomia, tutelando le buone prassi didattiche già presenti nelle diverse scuole.
Al momento non sappiamo però se le nostre richieste verranno o meno accolte.

Essendo costretti a navigare a vista, privi di chiari punti di riferimento, diventa ancor più fondamentale creare una stretta collaborazione didattica tra docenti di diversi istituti, collaborazione che l'AISUM intende attivamente promuovere e rafforzare. Per questo nel nostro sito (www.aisum.it) verrà presto aperta un'area dedicata alle adozioni dei libri di testo per l'insegnamento di Scienze umane. Abbiamo chiesto agli editori scolastici di inviarci un estratto dei manuali proposti, in modo da consentire a tutti i docenti un loro adeguato esame, per favorire una scelta ponderata ed attenta nonostante i tempi ristretti.

Il Presidente dell'AISUM
Prof. Damiano Cavallin