Riflessioni per la futura revisione delle Indicazioni nazionali

La riforma scolastica ha modificato profondamente il quadro orario e i contenuti degli indirizzi sperimentali sorti dalle ceneri del vecchio istituto magistrale, come il liceo socio-psico-pedagogico e il liceo delle scienze sociali, le realtà più diffuse nel territorio nazionale.
Questo processo di riordino, non privo di aspetti problematici, prevede, al termine della fase sperimentale che si concluderà nell'a.s. 2012-13, un momento di revisione complessiva, in cui sarà possibile operare degli aggiustamenti in funzione delle osservazioni provenienti dalle scuole.
Per questo è fondamentale iniziare sin d'ora a promuovere all'interno degli istituti superiori una seria riflessione sulle Indicazioni nazionali, volta ad individuarne i punti critici e ad elaborare propose alternative da presentare entro i tempi indicati al Ministero.

Su questa linea si è mossa Rete Passaggi nel suo ultimo convegno di Verbania, stendendo un documento nel quale si evidenzia, in particolare, l'assenza nelle Indicazioni nazionali di una programmazione didattica realmente interdisciplinare. E' possibile leggere per intero il documento e sottoscriverlo all'indirizzo: http://www.scienzesocialiweb.it/verbania...

Anche l'AISUM auspica una profonda revisione delle Indicazioni nazionali per le Scienze Umane ed avanza una serie di proposte da discutere nei prossimi mesi con docenti e studenti.

Per quanto riguarda la costruzione generale del curricolo, condividiamo le osservazioni di Rete Passaggi sulla necessità di una maggiore interdisciplinarietà e di una formulazione più adeguata degli obiettivi in termini di competenze.

Nello specifico, rispetto al Liceo delle Scienze Umane suggeriamo di:

  1. ridurre l'eccessivo peso assegnato alla storia della pedagogia e dell'educazione, che ha rappresentato sostanzialmente un ritorno allo spirito del vecchio istituto magistrale, riportando invece l'asse del liceo verso le discipline che garantiscono una comprensione più chiara ed approfondita della realtà contemporanea, come la psicologia, la sociologia, l'antropologia e le scienze dell'educazione;
  2. posticipare lo studio della storia della pedagogia al secondo biennio e al quinto anno, ripristinando così la sua naturale connessione con la storia della filosofia;
  3. ripensare il programma del primo biennio in modo da proporre contenuti più adeguati all'età degli studenti, offrendo in primo luogo un'introduzione generale alle scienze umane, che ora manca, e soffermandosi poi sui nodi concettuali essenziali della psicologia cognitiva e sociale e della sociologia;
  4. rendere più uniforme il programma del primo biennio del liceo delle scienze umane e della relativa opzione, garantendo così agli studenti la possibilità di un eventuale riorientamento in itinere;
  5. reinserire tra i contenuti di psicologia e sociologia anche temi che esorbitano dal ristretto campo dell'educazione, come ad esempio lo studio della psicologia clinica o della sociologia economica, trattandosi appunto di un liceo delle scienze umane e non di un liceo esclusivamente pedagogico.

In riferimento all'Opzione economico-sociale, suggeriamo invece di:

  1. posticipare lo studio della psicologia del lavoro al secondo biennio o al quinto anno, quando non solo risulterebbe più comprensibile ed adeguata all'età degli studenti, ma svolgerebbe anche un'importante funzione orientativa in relazione alla scelta universitaria e professionale;
  2. ridefinire in modo più chiaro lo sviluppo quinquennale della metodologia della ricerca e le relative competenze da aquisire, chiedendo ad esempio di:
    • sviluppare nel primo biennio la capacità di leggere e interpretare i risultati di una ricerca psico-sociale, mediante l'acquisizione degli strumenti statistici fondamentali (media, mediana, indici di distribuzione, etc.) e delle tecniche di raffigurazione dei dati (grafici e diagrammi)
    • introdurre nel secondo biennio le questioni centrali del dibattito epistemologico sulle scienze umane e sociali e potenziare le competenze necessarie per progettare e svolgere una ricerca, analizzando e sperimentando le tecniche di raccolta ed elaborazione dei dati
    • svolgere nel quinto anno una vera e propria ricerca sul campo, dall'elaborazione delle ipotesi alla presentazione dei risultati nella forma di articolo scientifico.
  3. individuare una serie di nodi o temi interdisciplinari, da affrontare attraverso il contributo di tutte le scienze umane e sociali, del diritto e dell'economia.

Chiunque voglia contribuire all'elaborazione del documento AISUM relativo alle richieste di modifica delle Indicazioni nazionali, può farlo inviando le sue osservazioni all'attenzione del Direttivo nazionale: scienzeumane@hotmail.com