Riflessioni sulle Bozze delle Indicazioni nazionali per le Scienze Umane

Pubblichiamo le nostre riflessioni rispetto alla bozza delle Indicazioni nazionali per l'insegnamento di Scienze Umane elaborata dal Ministero. Particolarmente critici ci sembrano: l'introduzione della storia della Pedagogia sin dalla classe prima, la cancellazione della Psicologia dal primo biennio, la collocazione dell'insegnamento di Antropologia nei primi due anni.

 

Primo biennio

Analisi della bozza presentata dalla Commissione di studio del ministero

Nel primo biennio del Liceo delle Scienze Umane la Commissione di studio  del Ministero propone:

  1. storia della pedagogia fino all’età medioevale
  2. antropologia, in particolare culturale e religiosa. 

Ci sembra, tuttavia, una scelta molto problematica per diverse ragioni.

  1. La dilatazione dell’insegnamento della storia della pedagogia nell’intero quinquennio appare una evidente forzatura; sarebbe opportuno ricondurla, così come è sempre avvenuto sinora, agli ultimi tre anni, seguendo il naturale collegamento con la filosofia. In questo modo sarebbe possibile presentare contemporaneamente alcuni importanti autori sia dal punto di vista teoretico-speculativo sia in una prospettiva pedagogico-educativa. Siamo inoltre convinti che l’esame di filosofi e pedagogisti complessi come Platone, Aristotele o Agostino poco si addica a ragazzi appena usciti dalle scuole medie inferiori.
  2. L’incontro con l’antropologia culturale risulterebbe decisamente facilitato se preceduto o almeno accompagnato da una elementare introduzione alla sociologia. Riteniamo dunque, seguendo i positivi risultati delle sperimentazioni già attivate nei nostri istituti, che tale insegnamento andrebbe proposto solo nel secondo biennio e nell’ultimo anno, garantendo il suo naturale collegamento con la sociologia. Ricordiamo che le teorie antropologiche sono sostanzialmente connesse alle principali teorie sociologiche e che molti sociologi hanno avuto una notevole rilevanza anche nel campo dell’antropologia. Un chiaro esempio è quello di Durkheim, noto per le sue ricerche sugli aborigeni australiani che lo condussero alla definizione dei concetti di  sacro, profano, totemismo, etc. concetti poi recuperati in chiave sociologica per definire la funzione di coesione sociale esercitata dalle tradizioni religiose nelle loro manifestazioni ritualistiche.

Le nostre proposte

Per il biennio iniziale del liceo delle scienze umane e dell’opzione economico-sociale sarebbe preferibile presentare un percorso il più possibile comune, per trasmettere agli studenti alcuni elementi fondamentali di psicologia e sociologia, affrontando soprattutto temi vicini ai vissuti quotidiani dei ragazzi. In particolare sarebbe opportuno che attraverso l'esame della psicologia cognitiva (percezione, memoria, intelligenza, etc.) venisse rafforzato il metodo di studio degli studenti; l’introduzione alla psicologia dinamica consentirebbe invece di affrontare la conoscenza del sé e delle emozioni, mentre l'analisi dei gruppi sociali e delle dinamiche interpersonali servirebbe agli allievi per comprendere meglio i contesti relazionali in cui essi sono inseriti.

Verrebbe in questo modo promosso un approccio alle scienze umane didatticamente più motivante, creando un percorso utile e completo anche in vista dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione o di un eventuale riorientamento.

I nuclei essenziali delle indicazioni nazionali per il primo biennio dovrebbero essere, quindi, i seguenti:

  1. Introduzione generale alle scienze umane (quali sono le scienze umane? di cosa si occupano? come si differenziano dalle scienze naturali? etc.)
  2. Psicologia
    • processi cognitivi (percezione, memoria, apprendimento, intelligenza e linguaggio), con particolare attenzione al potenziamento del metodo e delle strategie di studio
    • processi affettivi (emozioni, motivazioni, carattere e personalità), con particolare attenzione alla promozione di competenze legate alla conoscenza del sé, dei vissuti emozionali e degli altri
    • processi socio-relazionali (relazioni, dinamiche di gruppo, atteggiamenti e pregiudizi), con particolare attenzione allo sviluppo di competenze nella gestione delle relazioni e dei gruppi
  3. Sociologia
    • elementi di sociologia (gruppi sociali, cultura e socializzazione), soffermandosi sulle istituzioni sociali fondamentali, in connessione con l’insegnamento di diritto ed economia

 

Secondo biennio e quinto anno

Analisi della bozza presentata

Negli ultimi tre anni la Commissione propone:

  1. storia della pedagogia dal tardo medioevo all’Ottocento (nel secondo biennio) accompagnata dall’esame di alcuni autori e temi significativi della pedagogia contemporanea (nell’ultimo anno);
  2. psicologia cognitiva e dello sviluppo (nel secondo biennio), storia della psicologia ed alcune sue applicazioni pratiche (nell’ultimo anno)
  3. storia della sociologia (nel secondo biennio) e alcuni essenziali concetti sociologici (nell’ultimo anno)

Anche in questo caso rileviamo numerosi nodi critici.

  1. In coerenza con le riflessioni precedentemente sviluppate, suggeriamo di dedicare alla storia della pedagogia solo gli ultimi tre anni del corso di studi, così come è sempre avvenuto sinora, conservando il suo naturale collegamento con la filosofia. Riteniamo inoltre fondamentale che le indicazioni nazionali individuino pochi autori essenziali, per evitare un apprendimento frammentario e dispersivo. Senza nulla togliere alla loro rilevanza storica, ci sembra opportuno pertanto espungere dall’elenco i nomi di alcuni autori secondari (a titolo di esempio: Benedetto da Norcia, Silvio Antoniano, Calasanzio, Rosmini, Mazzini, etc.) in modo da approfondire maggiormente quelli fondamentali.

Rileviamo invece nel programma della classe quinta l’assenza di alcuni autori imprescindibili come Piaget e Bruner. Potrebbe essere utile, infine, ridurre il peso della parte storica per introdurre già nel secondo biennio l’esame di temi e questioni di scienze dell’educazione e della formazione.

  1. Lo studio diacronico delle varie teorie psicologiche, sociologiche ed antropologiche risulta disarticolato in anni differenti. Nella bozza elaborata dalla Commissione, infatti, la storia dell’antropologia viene proposta nel primo biennio, quella della sociologia nel secondo e quella della psicologia in classe quinta. Riteniamo invece che lo studio storico di queste discipline dovrebbe avvenire parallelamente ed in modo sistematico. L’anno più indicato è senza dubbio la classe quinta, sia perché la nascita e lo sviluppo di queste scienze è chiaramente legato all’età contemporanea sia perché il loro studio diacronico risulta particolarmente funzionale alla prova dell’esame di stato, in cui si richiede allo studente di supportare le sue riflessioni attraverso una ineludibile certificazione storico-teorica. Inoltre l’esame dei principali autori e delle maggiori correnti consentirebbe di riprendere diacronicamente alcuni concetti chiave esaminati negli anni precedenti in modo sistematico.
  2. Particolarmente pesante appare poi la trattazione prettamente storica della sociologia, prevista in tutto il secondo biennio, mentre ben poco spazio verrebbe lasciato all’esame di temi e concetti fondamentali. Siamo convinti che solo un approccio sistematico alle scienze sociali possa garantire la formazione di competenze e conoscenze effettivamente spendibili ed applicabili alla realtà. Non è un caso, infatti, che anche nei corsi universitari l’approccio sistematico alle scienze umane predomini su quello storico-cronologico. Sarebbe opportuno, quindi, affrontare la storia della sociologia in un solo anno, possibilmente quello terminale, per ampliare invece lo studio dei concetti e dei fenomeni sociali. Rileviamo infine l’assenza di autori fondamentali della storia della sociologia, (ad esempio Marx) e delle principali correnti sociologiche contemporanee (funzionalismo, teoria critica, interazionismo simbolico, etc.).
  3. Infine, pur condividendo l’idea di destinare al secondo biennio lo studio della psicologia dello sviluppo, riteniamo opportuno, come abbiamo già evidenziato, anticipare l’esame delle funzioni mentali al primo biennio. Rileviamo infine l’assenza della psicologia sociale e della comunicazione e della psicologia clinica. Si tratta di settori della psicologia che, oltre a suscitare notevole interesse negli studenti, consentono lo sviluppo di importanti abilità nella gestione delle relazioni, dei gruppi e delle dinamiche di cura ed aiuto. Chiediamo pertanto di reinserirle nel programma di psicologia del secondo biennio.

Le nostre proposte

Suggeriamo di dedicare il secondo biennio ad una trattazione sistematica di sociologia, psicologia e antropologia, affrontando invece in classe quinta la storia di queste discipline (autori e teorie). Andrebbe inoltre corretto il programma di psicologia, con l’introduzione della psicologia clinica e della comunicazione, e di sociologia, ampliando la parte tematica e riducendo quella storica.

Per quanto riguarda invece l’insegnamento di pedagogia, suggeriamo di articolarlo esclusivamente negli ultimi tre anni, in connessione con la scansione cronologica della storia della filosofia, prevedendo anche nel secondo biennio l’esame di alcuni temi o questioni di scienze dell’educazione.

I nuclei essenziali delle indicazioni nazionali per il secondo biennio dovrebbero essere dunque i seguenti:

  1. Psicologia
    • sviluppo cognitivo, emotivo e sociale
    • comunicazione e persuasione
    • disagio e disturbi psichici
  2. Sociologia
    • stratificazione e mobilità sociale
    • comunicazione di massa
    • devianza e criminalità
    • sistema economico e welfare state
  3. Antropologia
    • diverse culture e società
    • religioni
  4. Pedagogia
    • storia della pedagogia dall’antichità all’Ottocento, indicando come obbligatori pochi autori fondamentali ed imprescindibili (tra i quali possono figurare, ad esempio, Platone, Aristotele, Isocrate, Cicerone, Quintiliano, Agostino, Tommaso d’Aquino, Comenio, Locke, Rousseau, Pestalozzi, Fröbel, Herbart, etc.)
    • temi e problemi, ad esempio: i concetti di “istruzione” e “formazione”, le principali agenzie educative (famiglia, scuola, gruppo dei pari e mass media), etc.

Mentre per la classe quinta, le indicazioni nazionali dovrebbero prevedere:

  1. Psicologia
    • storia della psicologia: strutturalismo, funzionalismo, psicologia della forma, comportamentismo, psicanalisi, cognitivismo, scuola storico-culturale
    • metodi di ricerca ed esempi di psicologia applicata
  2. Sociologia
    • storia della sociologia: autori classici (Comte, Durkheim, Marx, Weber e Pareto) e teorie contemporanee (funzionalismo, teoria critica, interazionismo simbolico)
    • metodi di ricerca e questioni di sociologia contemporanea (ad esempio il tema della globalizzazione)
  3. Antropologia
    • storia dell’antropologia: teorie ed autori fondamentali, in connessione con la storia della sociologia
  4. Pedagogia
    • storia della pedagogia del Novecento: autori (Dewey, Montessori, Gentile, Piaget, Bruner) e correnti (attivismo, spiritualismo, libertarismo e autoritarismo)
    • temi e problemi: teorie dell’apprendimento contemporanee, documenti internazionali su educazione e formazione, media ed educazione, etc.
AllegatoDimensione
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[file] Bozza indicazioni nazionali elaborata dal Ministero (scienze umane).pdf27.29 KB
[file] Sintesi della Bozza presentata dal Ministero.doc54 KB